Rapporti sessuali dietro i separé

RAPPORTI SESSUALI DIETRO I SÉPARÉ
Oltre allo champagne il night club offriva ucraine e moldave

Saracinesche abbassate e luci spente al «Johnny C.» di via Catania 12, uno dei più noti circoli privé cittadini. Si è interrotto anche il chiassoso viavai delle ragazze - romene, moldave, ucraine - che entravano dopo cena e uscivano di lì soltanto a notte fonda. Da qualche giorno il locale notturno è sotto sequestro giudiziario e i responsabili del club sono finiti nel registro degli indagati per favoreggiamento della prostituzione e dell'immigrazione clandestina.

A far scattare il provvedimento dell'autorità giudiziaria è stato un controllo a sorpresa della polizia, che all'interno del circolo ha scoperto un paio di coppie in «atteggiamenti inequivocabili»: fuori di linguaggio burocratico, ragazze e clienti stavano consumando un rapporto sessuale in uno dei tanti separé del «Johnny C.». Effusioni non del tutto spontanee, sospettano gli inquirenti, bensì agevolate da un paio di bigliettoni da 50 euro.

Il fascicolo è adesso sulla scrivania del pm Monica Abbatecola, che dopo aver esaminato il rapporto della polizia e i verbali d'interrogatorio dei testimoni (clienti e ragazze dell'Est Europa) deciderà se chiedere o meno il sequestro preventivo, a tempo indeterminato, del circolo di via Catania. Al momento l'accusa di violazione della «legge Merlin» e della «Bossi-Fini» (alcune entraîneuses non erano in regola con i documenti di lavoro) viene contestata al presidente Erasmo Silletti, al segretario e ad altri soci che ricoprono cariche all'interno del club.

Secondo polizia e Procura, insomma, il «Johnny C.» non sarebbe stato un semplice night-club ma un centro di prostituzione mascherato. Accusa respinta dai titolari: «Da noi c'erano solo spettacoli di striptease e lap-dance, se poi le ragazze si accordavano con i clienti per concedere loro qualche "extra", noi non ne sapevamo nulla». Lo ribadisce anche l'avvocato Roberto Mordà, legale di Silletti e degli altri soci: «Non stiamo certo parlando di un locale clandestino, il circolo è in regola con tutte le autorizzazioni, comprese quelle di lavoro per le entraîneuses».

6/12/2006 La Stampa