Un sms dal telefonino della vittima incastra l'amica

DELITTO IMPERFETTO. UN SMS DAL TELEFONINO DELLA VITTIMA INCASTRA L'AMICA
Dal cellulare di Deborah l'ultima accusa per Giulia

È in un misterioso sms, partito dal telefonino della vittima ma mai arrivato a destinazione, la chiave dell'enigma della morte di Deborah Rossi. Ed è su questo messaggino, abortito per mancanza di credito nella scheda prepagata, che si è concentrata l'attenzione degli esperti di telecomunicazioni che il pm Manuela Pedrotta ha incaricato della consulenza tecnica sui tabulati.

La relazione non è ancora stata depositata, ma le prime anticipazioni arrivate a Palazzo di Giustizia sembrano confermare i gravi indizi sul coinvolgimento di Giulia Fiori e del fidanzatino Toni Ferraro nell'omicidio di Deborah. Analizzando i tabulati, i consulenti d'accusa sono arrivati a una conclusione molto simile a quella degli investigatori, messa nero su bianco dal gip Simone Perelli nell'ordine di arresto dei due giovani.

 

La sera del 16 settembre dello scorso anno, esattamente alle 23,30, sul Motorola di Deborah è stato digitato il testo di un messaggio breve. La persona che aveva in mano il cellulare ha provato a spedire l'sms, ma la scheda era totalmente priva di credito. Per qualche istante l'apparecchio si è agganciato alla cella telefonica di via Aosta, a Venaria, ma l'invio non è andato a buon fine.

Quella breve connessione ora potrebbe rivelarsi decisiva per le sorti di Giulia e Toni. Perché i consulenti hanno riscontrato una strana coincidenza: due minuti prima, alle 23,28, Giulia ha ricevuto una chiamata mentre si trovava a poche centinaia di metri più in là. A telefonare è stato un amico che aspettava i due fidanzati per trascorrere insieme la serata, al quale però Giulia e Toni avevano dato buca. Per rispondere alla chiamata il telefonino della giovane si è agganciato a una cella telefonica contigua a quella dove due minuti più tardi si connetterà il cellulare della vittima.

Per il pm Pedrotta e gli investigatori della squadra mobile è la prova che Giulia Fiori e Toni Ferraro, dopo aver ucciso Deborah con un colpo di ferro da stiro e sette coltellate, le avrebbero sottratto il telefono per farlo sparire. In base alla ricostruzione della Procura Deborah è morta fra le 23 e mezzanotte, perciò i casi sono due: o è andata in tutta fretta a Venaria e pochi minuti dopo è tornata a casa per incontrare il suo assassino; oppure è stata ammazzata prima e la mano che alle 23,30, a Venaria, impugnava il cellulare era quella di Giulia.

Dai tabulati invece non risulta traccia della presenza di Toni, che quella sera non deve aver fatto né ricevuto telefonate. I due ragazzi però hanno sempre dichiarato di esser rimasti insieme per tutta la sera, prima di andare a dormire in casa del padre del giovane. In attesa del deposito della consulenza, gli avvocati difensori ostentano cautela. «Vedremo i contenuti della relazione - osservano Geo Dal Fiume e Roberto De Sensi, che assistono Toni Ferraro - per ora ci sembra che a carico del nostro cliente ci siano solo degli indizi». È fiducioso anche Alessandro Gasparini, legale di Giulia, che nei giorni scorsi ha fatto avere alla ragazza - reclusa nel carcere di Vercelli - tutti gli atti già depositati dalla Procura e resi accessibili alle difese.

Con il deposito della consulenza tecnica sui tabulati, il pm Pedrotta considera ormai conclusi gli accertamenti sull'assassinio di Deborah. Entro fine mese partiranno gli avvisi di chiusura indagine e in aprile verrà chiesto al giudice di processare Giulia e Toni per omicidio aggravato.

3/3/2007 La Stampa