Grazie a internet i rapporti fra chi scrive e chi legge sono diventati molto più stretti. Tramite posta elettronica e ancor più siti personali come questo, oppure social network come Facebook, negli ultimi tempi sono entrato in contatto con parecchi lettori dei libri di Morosini e di quest'ultimo, "Il volo della cicala".
Ricevere un messaggio da un lettore fa sempre molto piacere, inutile negarlo. Non solo perché il lettore che scrive, di solito, lo fa per esprimere apprezzamento. E quindi solletica quel pizzico di vanità che sempre alberga in qualsiasi scrittore (in qualsiasi persona, direi...). C'è un altro aspetto da considerare: quando arriva una mail o un messaggio su Facebook, la riflessione più immediata è che il mittente ha speso alcuni minuti del suo tempo per farmi sapere di aver apprezzato il mio lavoro, il che non è del tutto scontato.
Vuol dire che le pagine che ha finito di leggere lo hanno colpito a tal punto da spingerlo a superare ritrosia, pigrizia, impegni e a prendersi la briga di buttar giù un commento, rivolto a una persona sconosciuta, il più delle volte una semplice faccia impressa sull'aletta di copertina.
Nei giorni scorsi, ad esempio, è arrivata una bella lettera da un'amica della provincia di Bergamo, Erika Moretti, che mi aveva già scritto l'anno scorso per complimentarsi dei volumi sulle indagini africane di Morosini. Ora si è rifatta viva dopo aver letto "Il volo della cicala". Con il suo permesso, riproduco il suo messaggio:
Ciao Giorgio, ho finito giusto dieci minuti fa di leggere il tuo noir...veramente bello... sono ancora in fase riflessiva avendolo appena finito e quindi ho preferito scriverti subito per non perdere quelle sensazioni che definirei... fresche di fine lettura!!!Parto col dirti in tutta sincerità che non avrei mai pensato di affezionarmi a questo libro così tanto, ero partita prevenuta avendo amato così tanto le storie di Morosini, ma soprattutto il tessuto storico-culturale nel quale erano ambientati.
Quando ho letto la trama mi ero messa in testa che mi sarei trovata davanti ad una storia tutta ammazzatine e violenza (trovo strazianti e pesanti per il mio "modo di essere" questi tipi di racconti) invece no...bellissima storia, geniale il modo in cui viene esposta, il finale poi, ancora una volta, per nulla banale e perfettamente in armonia con tutto il testo. Altre riflessioni...il personaggio di Hector molto vero, le descrizioni dei luoghi e delle azioni fluide, insomma...bravo, bravo bravo!!!
Solo una cosa non mi è piaciuta... Hector per farsi riconoscere da Isabella tiene in mano una copia della Stampa...eh noooo come minimo ci voleva una copia de Il Giornale del Piemonte...sei stato troppo di parte !!!;-)))))))))) (questa battuta l'ho pensata subito tanto che ho piegato "l'orecchia" di pagina 60 per non dimenticarmela!!! hihihihhihihi).
Adesso non mi resta che continuare a leggere, nell'attesa dell'arrivo della terza avventura del mio carissimo Aldo!!!
Tu chiamale, se vuoi, soddisfazioni...
Su aNobii.com, il sito delle recensioni librarie dei lettori, si trovano altri commenti interessanti. Commenti liberi, non vincolati da interessi economici con le case editrici né da conoscenza personale con gli autori. Vediamo qualcuno:
Luciana Mercuri: Lo sfolgorante inizio con la classica lettera ricattatoria nella pagina più sfortunata del libro, la n. 17!, proietta il lettore in un noir all'americana dove l'investigatore Perazzo, detective in bolletta, viaggia fra Torino e Creta, fra belle ragazze piangenti da consolare, fra una banda di narcotrafficanti e un ricattatore quasi in crisi esistenziale. Il tutto condito da una serie di avventure che, di capitolo in capitolo, complicano la vita a tutti. Il detective argentino di origine italiana, dall'humor inglese, che svolgerà l'indagine a Creta fa passare qualche ora di relax al lettore trasportandolo sulle strade impervie dell'isola. Che dire: la cicala, forse, fa fatica a volare (come il protagonista spiega a Perazzo), ma leggendo il libro la fantasia vola in alto, come quando capita di "vedere" un libro coinvolgente.
Brontolo: (...) Il detective protagonista è decisamente simpatico, dotato di buona ironia e di quel punto di vista a volte un po' cinico e malinconico , che si" conquista" con l'età.Se serve infrange la legge, ma sempre mantenendosi entro un suo personale codice morale. Lo scrittore in fuga che si infila in un affare più grosso di lui è la cicala del titolo,in cerca del grande salto verso qualcosa di meglio, di più grande ma destinato a rimanere nel suo piccolo angolino di mondo. Il personaggio più simpatico del libro è sicuramente il vecchio,divertente e saggio poliziotto greco che aiuta il protagonista nella sua ricerca,alla guida di una vecchia Mirafiori (mi ha ricordato il commissario Charitos). Nonostante io non ami molto il noir (ormai si sa) ho apprezzato la scorrevolezza, l'ironia e le battute;ho trovato però i personaggi femminili poco caratterizzati ed il finale un po' troppo "buonista", ma forse sono perfida io.
Enfant: E’ stato bello viaggiare con Ballario, sedotta dall’impulso di conoscere Creta: non solo piacere estetico per le bellezze naturali e archeologiche, ma anche fascino per le atmosfere mediterranee d'autunno, quando l’isola riposa dalle fatiche estive e dal cicalìo dei turisti. Il titolo del libro alimenta fin dalle prime pagine una curiosità che si appagherà solo con l’ultima chiacchierata tra Hector e Marzio. Hector è un investigatore “non abituato ad infrangere la legge”, un detective per bene dei nostri anni, a cui, in tutta franchezza, non assegnerei mai alcun incarico. Sente il peso degli anni tanto da fargli dire: "Se c’è qualcosa di buono nell’invecchiare è che diventi più menefreghista e meno impressionabile, nel bene come nel male" . (...) L’invenzione più bella del noir è Nikos, ex poliziotto, nostalgico degli anni del regime dei Colonnelli a tal punto da paragonarli all’Età dell’oro della patria Ellenica. E’ proprio una sua geniale idea, frutto di passione calcistica e di conoscenza delle tifoserie, a rendere esilarante un paio di capitoli del libro. Tutti gli altri personaggi, abilmente disegnati, sono delle comparse di un mondo moderno.
Sul sito in questione i lettori danno anche un voto al libro che hanno letto e nel caso de "Il volo della cicala" per adesso viaggiamo su una media di quattro stelle su un massimo di cinque. Non c'è che dire: altre soddisfazioni...