Buon anno a tutti gli appassionati del "giallo coloniale" e delle indagini del maggiore Morosini. Il 2012 porta con sé alcune novità importanti, prima fra tutte il ritorno in libreria del maggiore e dei suoi fidi collaboratori, Barbagallo e Tesfaghì.
In questi primi giorni di gennaio sto apportando le ultime correzioni alle bozze di "Le rose di Axum", il terzo romanzo del ciclo che vede protagonista il maggiore dei Reali Carabinieri in servizio nell'Africa orientale italiana. Entro la metà di gennaio avrò sicuramente finito i ritocchi e rispedirò il testo definitivo all'editore Hobby & Work. E questa è la seconda, grande novità: il nuovo romanzo sarà pubblicato dall'editore milanese, leader nelle pubblicazioni da edicola (fascicoli, dvd...) ma piuttosto affermato anche nell'editoria tradizionale, soprattutto nel settore giallo-noir-mystery: fra gli autori presenti in catalogo basti ricordare Carlo Lucarelli, Ben Pastor, Danila Comastri Montanari, Carlo Castellaneta.
L'uscita in libreria di "Le rose di Axum" è prevista per la metà di marzo.
Devo ammettere che rileggendolo, parecchi mesi dopo averlo terminato, mi sembra di aver fatto un buon lavoro: attendo con impazienza i primi commenti dei lettori...
Giorgio Ballario
Ufficiale dei Reali Carabinieri di stanza al comando del Bassopiano di Massaua, il maggiore Aldo Morosini è il protagonista di due romanzi noir ambientati nell'Africa orientale italiana degli Anni Trenta: "Morire è un attimo", uscito nel 2008; e "Una donna di troppo", del 2009. Militare serio, integerrimo, solitario e un po' malinconico, Morosini è lontanissimo dal cliché dell'investigatore freddo e razionale alla Poirot o alla Sherlock Holmes. Ma anche dai "colleghi" d'Oltreoceano tutti azione, cazzotti e sparatorie. Nel tempo libero fra un'indagine e l'altra - alle quali partecipano sempre il fido maresciallo Barbagallo e lo scium-basci eritreo Tesfaghì - legge Seneca, fuma sigarette Macedonia, beve karkadè e birra Melotti, organizza cene con i suoi amici più stretti, l'ufficiale medico Claudio Ragazzoni e l'insegnante Furio Morandi. E non disdegna le compagnie femminili, alle quali, talvolta, si dimostra fin troppo sensibile.
Argentino di origine italiana, l'ex poliziotto Hector Perazzo è un immigrato "di ritorno": a metà degli Anni Ottanta, dopo il crollo della dittatura militare e l'inizio di una grave crisi economica, ha percorso al contrario la rotta dei suoi avi ed è arrivato in Italia con pochi soldi, poche certezze e tanti sogni. A Torino, dove una vecchia zia gli ha lasciato in eredità un piccolo appartamento in un quartiere ormai diventato multietnico, ha aperto un'agenzia di investigazioni e tira avanti stancamente fra coniugi che si mettono le corna e genitori che fanno pedinare i figli drogati. Finché non gli capita la grande occasione: un incarico apparentemente semplice e ben retribuito per conto di uno fra i maggiori scrittori italiani: recuperare il manoscritto rubato all'autore di best-seller. Da novembre è in libreria "Il volo della cicala", il romanzo di debutto di Hector Perazzo.
Questa volta niente Morosini. E neppure Hector Perazzo.Il co-protagonista del mio ultimo racconto (il vero protagonista è un altro...) è niente meno che Giuseppe Garibaldi, l'Eroe dei Due Mondi, qui ritratto in una fantastoria ambientata nel sud del Brasile, dove il futuro condottiero risorgimentali era emigrato dopo aver disertato dalla Marina sabauda. Che cosa sarebbe successo se Garibaldi non fosse mai tornato dal Sudamerica?
Ecco in anteprima la copertina del nuovo romanzo, "Il volo della cicala", in uscita per i primi giorni di novembre, che vedrà il debutto dell'investigatore privato italo-argentino Hector Perazzo. Il protagonista sarà coinvolto suo malgrado in una storia a forti tinte noir, che lo porterà da Torino all'isola di Creta all'inseguimento di un manoscritto rubato e di un giovane conteso da due donne; e lo costringerà a confrontarsi con un feroce "cartello" di narcotrafficanti. Una vicenda in cui si intrecciano sangue, amore, amicizia, rimpianto e speranza.